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Il ritorno
Premio Città di Avellino "Verso il futuro" PDF Stampa E-mail
Scritto da Giovanni Di Girolamo   

Il g. 16 Maggio 2009 al romanzo "Il Ritorno" è stato conferito il primo premio Sezione E "Città di Avellino" con la seguente presentazione:

Singolare e per certi versi anche straordinaria prova di narrativa, in un romanzo di sapore autobiografico, dove le vicende della vita dell’autore si intrecciano con le vicende della storia, locale e universale, fra drammi familiari ed idilli sentimentali; di sincera intensità emotiva.
La trama: il protagonista-autore torna nel suo paese d’origine, Pietradefusi (in provincia di Avellino), o meglio Venticano, frazione del predetto comune, che negli anni appena successivi il conflitto mondiale, anche in virtù dell’impegno diretto dell’autore, si separerà dall’originario comune di Pietradefusi per costituirsi in Comune autonomo. E nel libro la vicenda che ne ha originato il corso e l’intero suo sviluppo viene ampiamente riportata.
Giunto nei pressi del cimitero, vi si ferma, entra, quantomeno per un saluto ai suoi cari, ma dalle effigi delle lapidi, indicanti le persone che ivi riposano e che in qualche modo hanno contrassegnato con la loro presenza e con i loro atti la sua stessa vita, la sua mente compie un percorso a ritroso nel tempo, in una rivisitazione mnemonica appunto di fatti e persone che hanno scandito in pratica l’intero suo percorso di vita.

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27 Aprile 2009 - Presentazione de "Il Ritorno" presso lo Stabia Hall PDF Stampa E-mail
Scritto da Matteo Palumbo   

E’ sempre con immensa curiosità che leggiamo un romanzo scritto da qualcuno che conosciamo: siamo spinti da quella voglia di sbirciare attraverso il buco della serratura per capire qual è la verità di quella vita. Ma il romanzo non è mai questo, è sempre una cronaca (del) possibile.
Il libro ha una sua verità con cui dobbiamo confrontarci; è scritto in terza persona e il fatto che il personaggio si chiami Antonio crea un gioco di passaggi che ci obbliga comunque a pensare con una prospettiva diversa.
Il titolo è molto importante e ben riuscito e mette sul tavolo questioni di fondamentale importanza che ci aiutano a capire di cosa tratta il romanzo. Il ritorno avviene dopo aver indicato due percorsi, due nomi di quelli che sono gli Dei attraverso i quali avviene questo ritorno: Pindaro – sogno di un’ombra, l’uomo – e Sofocle – Tutti noi, quanti viviamo, null’altro che ombra vana siamo. Viene quindi data molta importanza al concetto di ombra ma anche di luce.

Il ritorno è sì un viaggio verso un luogo ma è soprattutto un viaggio della mente nello spazio, in luoghi nei quali una volta c’era stato un corpo con le sue emozioni, le sue passioni.
La chiave del romanzo può anche essere individuata nel mutare delle luci (“…la netta e serena linea dell’orizzonte lontano che si corrugava nelle tre gobbe …”¸ p.13). I luoghi fanno riemergere un mondo, si riscopre una ritrovata familiarità con quei luoghi ed il tempo del passato diventa presente e l’intersezione tra i due tempi è l’elemento di forza del romanzo. Il vissuto è ormai diventato “memorabile”, degno di memoria; ci sono numerosi esempi come la partenza del padre di Antonio per l’Africa; l’insegnamento; gli amori e la politica che sono ancora comunque il nucleo caldo della vita.
Anche l’amore svolge un ruolo importante, non c’è però solo la forza dell’eros ma c’è anche l’intelligenza, la consapevolezza della propria intelligenza e ricordare la propria vita vuol dire riconoscere queste due forze.

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Il ritorno - Tratto da "Sìlarus" n°260 PDF Stampa E-mail
Scritto da Lorenza Rocco   
Sono le epigrafi in esergo …un sogno di un’ombra l’uomo (Pindaro) Vedo che noi tutti, quanti viviamo, null’altro che ombra vana siamo (Sofocle), a racchiudere il senso de Il ritorno, romanzo autobiografico di Antonio Carosella, umanista e scrittore, che ricostruisce il suo passato sul filo della memoria, ritornando nei luoghi dell’infanzia e dell’adolescenza, nei luoghi di origine e dell’anima ad un tempo. C’è un rapporto ineludibile tra i luoghi e la scrittura e il ritmo e la fluidità narrativa di Carosella lo attestano …eccolo lì, il suo paese natale Venticano…, adagiato sul sommo di una dolce collina digradante verso il fiume Calore (pag. 14). I luoghi, le case sono le persone. Ecco, in un andirivieni della memoria, …nitido quel giorno lontano quando aveva percorso quella strada in carrozza insieme con il padre (pag. 15), in partenza per l’Africa orientale, nell’Etiopia, da poco conquistata. Viaggio memorabile, che segna la fine dell’adolescenza di Antonio, che diviene improvvisamente capo-famiglia e mentre attende con zelo agli studi, provvede ai fratelli e fa da spalla alla madre, provata dal dolore. Come fotogrammi passati alla moviola, una galleria di volti familiari, amici, paesani, maestri, colleghi emergono dai fondali della memoria.
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Uno stile perfetto PDF Stampa E-mail
Scritto da Gaetano Pagano   
Carosella ci ha mostrato di fatto un vigore che difficilmente si può annettere ad un puro e semplice diario o ad un autoritratto. Nell’ardua conversione dei ricordi in parole, c’è l’esattezza dell’espressione, la ricerca di un ritmo, l’incanto e la varietà di esperienze, osservazioni e riflessioni (che hanno le stesse qualità della scrittura) che sono voci di dentro e che aiutano ad entrare nel suo mondo poetico. Il libro costituisce una fotografia del passato nitida e per nulla polverosa. Si può dire che, più della trama, a valere sono il contesto, il brusio dei pensieri del protagonista, il tempo che passa e riduce, assottiglia e annienta le prospettive future. Il ritorno è una narrazione ispirata, nel titolo e nell’atmosfera, a un viaggio (reale e metafisico, nel contempo).... La fascinazione del luogo così pervasiva e struggente penetra come elemento della natura nel linguaggio e gli dà senso, forza e grazia.... Lo stile è una miscela saporosa e quasi perfetta di realismo e sentimentalismo...
 
Molto più di una storia di una giovinezza PDF Stampa E-mail
Scritto da Anna Di Capua   
E’ riduttivo definire il libro “storia di una giovinezza”, perché esso può essere accolto come un “classico”, uno di quei libri destinati a restare, che coinvolgono profondamente ogni specie di lettori. Con la sua prosa limpida, tesa, vibrante in tutti i particolari, l’autore si ferma su una costellazione di scene, di personaggi che mantengono nella scrittura l’intatta vivezza, l’emozione sospesa: dalla figura della mamma, dapprima sbozzata con poche, scarne parole, in seguito tratteggiata dalla penna del figlio, raffinato alchimista degli aggettivi e degli avverbi, quale donna eminentemente pratica nel gustosissimo episodio della “ricchezza mobile”,…al pianeta delle ragazze e alla Preside.... Poiché nel testo anche il paesaggio presenta chiari segni introspettivi, senza dubbio lo si può definire romanzo psicologico, di forte impatto emotivo, dove il passato e il presente si fondono in un racconto efficace, lucido, appassionato, che si conclude con “Ulisse” che approda sull’autostrada con i disinganni della memoria, dell’amicizia e della politica, turbato sì, ma rincuorato perché torna dlla sua Penelope e dai suoi Telemachi.... E’ stata una lettura riflessiva, meditata, impegnata, che mi ha arricchita la mente e l’anima.
 
Il paesaggio dell'anima e dell'amore PDF Stampa E-mail
Scritto da Michele A. Pizzella   
Il romanzo IL RITORNO illumina, di Carosella, la capacità di riconoscere, penetrare, accogliere e riprodurre lo spirito di una realtà, che non è solo il luogo privilegiato delle memorie e delle emozioni antiche bensì anche quella essenza nuova che è epifania di musica, di simboli, di immagini, di poesia: paesaggio dell’anima e dell’amore. E qui si stagliano… certe ariose aperture paesaggistiche di cieli e di colline mediterranei, pieni di luci mattinali, magiche e attonite nella cristallina trasparenza delle nubi e delle rocce; nell’estatica vertigine dei verdi smeraldini e delle ocre rigogliose e placide, nell’aereo silenzio degli abeti e dei castagni: un paesaggio nel quale il racconto degli elementi naturalistici diviene forma e personaggio esso stesso, configurazione affabulatoria, sentimento ed elegia dell’infanzia. Carosella disegna i suoi personaggi con la scrittura minuta ed esatta di un orafo: cesella volti e voci, scarnificati dal tempo, ridestati dalla memoria e assunti a immagini e metafore del sentimento. E in essi fa pulsare la vita con le sue passioni e dolori. Attraverso l’immersione nell’inner world le tempeste della vita si placano nell’insuperato vigore e splendore d’una visionarietà intessuta di verità e di astrattezza, di esperienza e di intelligenza poetica e che si viene sviluppando alla luce del rigore stilistico e dell’ordine timbrico della parola. Una prosa analogica e contemplativa, del passato e del presente: che tende sempre a un limite di purezza, di chiarezza espressiva, anche nella complessità di situazioni che esigono forte concentrazione lessicale, capacità di trasfigurazione lirica e musicale, piena e totale compenetrazione dell’idea e della cosa in sé, dell’evento e della sua immagine. Un’altra particolarità di questa scrittura è la quasi totale assenza di lenocinii stilistici, di ricercatezze lessicali, di coups de foudre ad effetto straripante: una prosa di cose, persone e case, monti e cieli assolati, strade e colline … L’aquilone è volato alto tra le nubi: il filo si è spezzato al limitare del crepuscolo. … la chiusa lirica del racconto…Antonio si chiede se “la vita…si risolve solo nella memoria” o è, essa stessa, “solo memoria”…ma, se anche le memorie si estinguono, il cuore indomabile continua a sognare e a cantare …una terra più vera, più bella, più luminosa di poesia e di verità.
 
Una prosa impeccabile, austera e solenne PDF Stampa E-mail
Scritto da Vincenzo Esposito   
…nel romanzo “Il ritorno” il primo elemento che si evidenzia è la peculiarità dello stile. ..una prosa impeccabile, austera e solenne, che fluisce… senza tradirsi mai… Questa continuità stilistica riesce a costruire linguisticamente una particolare atmosfera che attraversa ogni episodio narrato, conferendogli una struggente traccia evocativa, che non viene mai meno, ma che invece va rafforzandosi pagina dopo pagina. … fluiscono i ricordi, intrecciati al presente, come per farci sempre tenere in mano i due capi del filo della narrazione, tra le cui estremità si realizza l’intera vita di Antonio, che è tornato per riappropriarsi degli anni della sua giovinezza ormai lontana, addormentata in mezzo alle vallate di un piccolo e stupendo angolo dei monti dell’Irpinia. Antonio è partito per questo ritorno con l’animo colmo di gioia, teso a riconquistare le emozioni vissute in un tempo lontano attraverso l’incontro con i luoghi,… ma alla fine, quando si legge l’ultima parola e si gira l’ultima pagina per chiudere il libro, resta nel lettore l’amarezza dell’impossibilità di riappropriarsi del passato, che ormai non esiste più, “Il ritorno” quindi racconta il tentativo di riconquistare e trattenere il passato E’ pregio del libro la tenuta emotiva che non dilaga mai nel melodrammatico o nel lacrimoso, ma conserva sempre una sua pregevole riservatezza, grazie anche al fluire composto e controllato della lingua che conferisce anche agli episodi più drammatici, laddove sarebbe facile perdere ogni sereno distacco emotivo, l’imperturbabile fisionomia di un bassorilievo. Questa stessa caratteristica linguistica agisce ovviamente anche negli altri momenti della narrazione… Il suo non è un ritorno fatto solo di nostalgia di un tempo che fu e che non sarà mai più, per rivedere luoghi e paesaggi carichi di simboli e di ricordi, non è un ritorno reale, concreto, nonostante Antonio ci racconti di guidare un’auto e di salire sulla collina dove si trova il paese della sua infanzia, ma è un ritorno spirituale, un ritorno nei punti più nascosti della propria anima, dove ha serbato intatti i palpiti del cuore della sua giovinezza.
 
Riavvicinarsi al passato PDF Stampa E-mail
Scritto da Rosalba de Sanctis Ruggiero   
L’autore si è avvicinato con lucidità e con amore al mondo del suo passato. . Nelle sue classiche pagine…la commozione sorride e serpeggia senza mai affiorare. Nel racconto impeccabile emergono prima il paese, la chiesa, la scuola, poi le figure del padre, della madre, di fratelli e sorelle, di lui stesso nella primissima giovinezza; traspare l’orgoglio dell’origine umile, da cui fiorirà la vita di un uomo di cultura. Il mondo, che ha fatto da culla alla vita di poi, è sempre stato nel cuore e nella coscienza di lui. Non è solo un idillio, ma un intreccio complesso, e infine un problematico interrogarsi se quel viaggio al paese natale sia stato un ritorno o un distacco. Le pagine finali sono molto belle, con quel loro continuo svariare dal mondo fisico nella sua bellezza dominante e immutabile, e il mondo interiore, lacerato e oscuro del cuore.
 
Un viaggio PDF Stampa E-mail
Scritto da Annamaria Amoroso   
Il viaggio è topos ricorrente …e di solito si effettua verso luoghi sconosciuti in cui il protagonista affronta prove che aggiungono conoscenza e formano alla vita. Nel caso di “Il ritorno” di A. Carosella si tratta di un ritorno in luoghi conosciuti, dove il protagonista è nato ed ha vissuto la prima adolescenza e giovinezza; un viaggio di una sola giornata in cui la memoria del protagonista dilata il tempo nel recupero dei ricordi e gli consegna il suo passato. Un viaggio a ritroso, dunque, nel quale egli va alla ricerca di un legame tra il suo “essere stato” e il suo presente…La trasfigurazione letteraria… è finzione nel significato latino del termine, in quanto rappresenta la realtà vissuta. “Il ritorno” è un romanzo di profonda analisi psicologica in cui in un solo giorno matura il racconto di una vita intensa. .. La vita di Antonio è stata una vita piena, … “ma era una realtà ormai svanita nell’irrevocabilità del passato”. Ed egli si domanda: quale realtà aveva la sua esistenza al di fuori della memoria? Era la vita stessa un sogno che si realizzasse solo quando diveniva memoria? Forse la chiave della risposta è nell’ex-ergo che lo scrittore stesso riporta da Pindaro: …sogno d’un’ombra l’uomo. Il ritorno gli restituisce la dolorosa consapevolezza che il tempo passato evoca ricordi e fantasmi, ma …i l rapporto di lungo amore con quel dolce e vago paesaggio si rompe “in una sensazione di lontananza e di estraneità”. L’aura di un mondo mitico profuma nella scrittura che è avvincente: una prosa distillata nell’alambicco di una naturale sensibilità, affinata da una cultura profonda… Non può essere frettoloso né goloso il lettore di questo romanzo, che è cibo squisito per palati raffinati, capaci di assaporare nell’anima il piacere che deriva…dalla lettura. Ma che dico? Anche il lettore goloso può accostarsi a tale prelibatezza, a condizione che assapori lentamente, senza voracità. Un titolo appropriato: “Il ritorno” si legge una prima volta nel godimento del dipanarsi della storia, ma poi, giunti all’ultima parola, si avverte il desiderio di ritornare su espressioni splendenti, che, come i colori riflessi nelle canoniche facce del diamante, rendono corrispondenze di paesaggi e stati d’animo, sensazioni e sentimenti che il lettore fa propri, per quel magico patto che lo scrittore ha saputo costruire con lui.
 


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